Un polipo alla gola è da curare

81TB8ezjyqL._SL1500_ Non sono un patito di fumetti. Non conosco esattamente la differenza tra la DC e la Marvel e non è un dibattito che mi appassiona. Accompagnerò piamente fino alla fine Naruto e One Piece cercando di capire se Berserk progredisce o meno. Conosco Topolino, ho letto Dylan Dog e seguo Rat-Man. Questo è sostanzialmente il mio background fumettistico e le mie referenze. Sono uno di quelli che cova diffidenza nei confronti dell’entusiasmo di chi mi suggerisce un fumetto. Diciamo che nella mia scala di diffidenza resta comunque parecchio sotto a chi mi suggerisce un anime o un video su youtube ma appena sopra a chi mi suggerisce un film d’autore. Per quanto possa essere bello è un fumetto, rilassiamoci un po’ tutti. E’ con questo approccio che ultimamente mi sono avvicinato a quei fumetti mononumero, autoconclusivi, che
immagino avranno un nome nel gergo. Il loro evidente vantaggio consiste nel fatto che la storia non diventerà appassionante nel numero 12893719823 e non ti aspettano G di numeri da leggere prima di poter fare una conversazione degna e senza spoiler con chi te l’ha suggerito.

Eccoci dunque a “Un polpo alla gola” di Zerocalcare. Per la scuolaeducazionerubrica “Scuola e educazione” -che istituisco ora e probabilmente non utilizzerò mai più- osserviamo subito che polpo e polipo sono due cose ben diverse. Il polipo appartiene al phylum degli Cnidaria mentre il polpo è un cefalopode della famiglia Octopodidae. Quindi una stellina dorata a Zerocalcare che usato la terminologia giusta.

Torniamo a noi. Per sconfiggere la vostra diffidenza vi sbatto subito addosso sei pagine che siete obbligati a leggere.

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Before (sunrise, sunset, midnight) trilogy

Before trilogy     (Commedia/Drammatico/Sentimentale)

Ciao a tutti!  Questo è il mio primo articolo, spero venga bene! Vi parlerò della trilogia (finora) di Richard Linklater, cercando di non spoilerare troppo! 😀 Non sono un fanatico di film sentimentali, anzi li odio proprio, però questa trilogia offre molto di più.

I 3 film ruotano attorno ai 2 protagonisti: Jesse interpretato da Ethan Hawke e Céline, Julie Delpy.

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Il primo film, Before sunrise (Prima dell’alba) narra dell’incontro casuale dei due protagonisti 23enni in treno in Europa; il film racconta le loro vicende nell’arco di 24 ore. La particolarità di questo film è che sono presenti lunghe riprese senza stacchi (alcune superiori ai 10 minuti!) in cui sono presenti i due protagonisti, Vienna e la notte. Gli attori sono formidabili, e i personaggi sono realistici e veramente credibili. Continua a leggere

Hannibal: come mangiarsi una serie tv

ImageQuello sulla destra è Hannibal, splendidamente interpretato dallo sconosciuto Mads Mikkelsen. Quello sulla sinistra è un coglione. Il protagonista è quello quella sulla sinistra. Perché? Non ci è dato sapere.

“Will Graham [il coglione] è il più talentuoso profiler dell’FBI” e utilizza il suo surplus di neuroni specchio per attivare dei tergicristallo luminosi e immedesimarsi nell’assassino – ovviamente. Questo aiuta un mezzo capo dell’fbi, anonimamente interpretato da Morfeus, a fregarsene di quello che dice il coglione e risolvere i casi per i fatti suoi. E allora cosa succede? Succede che il coglione si immedesima troppo e sta male e fa delle smorfie e sviene e ha le visioni e suda e a noi non ce ne frega niente. Così Morfeus lo porta a farlo curare da Hannibal perché non può fare a meno dei suoi tergicristallo.

Due cose salvano a mala pena la serie e me la fanno guardare a tempo perso.

  1. Le scene del crimine. Realistiche, fantasiose e orripilanti (tipo questa).
  2. Hannibal. Personaggio interessante, finemente costruito, dall’esposizione dei piatti che cucina alla scelta suoi completi. Risulta reale.

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Gli altri personaggi sono attori che recitano. Non contribuisce a rendere più realistica la storia l’abilità dei personaggi di teletrasportarsi. Il coglione abita in una casa dispersa nella neve e puf! gli fanno visita tre volte al giorno tutti i personaggi. Poi puf! tutti sulla scena del crimine e puf! tutti nello studio di Hannibal. Puf! sala da pranzo, puf! obitorio puf! cascina sperduta nelle lande desolate di chissà quale stato nevoso in cui si concentrano tutti i serial killer più fantasiosi d’America.

Potevano fare una bella serie ma se la sono mangiata.

 

 

True detective: un gioiellino in 8 episodi

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Niente più coppia mista di sesso o razza. Matthew McConaughey e Woody Harrelson sembrano essere usciti da un centro di reclutamento della gioventù hitleriana e non hanno nessuna intenzione di ingraziarsi il pubblico. Otto episodi per raccontare un’indagine durata anni, tra vizi, traumi, persone che non cambiano e sette sataniche. Il pregio di questa serie consiste nel sapersi prendere il giusto tempo per raccontare una storia avvincente di per sé, impreziosita inoltre da dialoghi ed elucubrazioni al limite del filosofico. Molto apprezzabili.

Matthew McConaughey ha vinto l’oscar quest’anno e ora lo conosciamo tutti. Woody Harrelson me lo ricordo con gli occhiali tondi in Assassini nati o in Benvenuti a Zombieland. Nel cast c’è anche Michelle Monaghan, quella che fa la “gazzella” in Kiss Kiss Bang Bang, invecchiata ma sempre in forma.

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Il dialogo:

Marty – E’ difficile… trovare qualcosa in un uomo che rifiuta le persone come fai tu, lo sai?

Rust – Non ti ho mai detto come vivere la tua vita, Marty.

Marty – No, no, no, tu esprimi giudizi e basta.

Rust – Senti, come carne senziente, non importa quanto siano illusorie le nostre identita’, noi le formiamo esprimendo giudizi sensati. Tutti giudicano, in continuazione. Se hai un problema con questa cosa, stai vivendo nel modo sbagliato.

Manifesto programmatico

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Non siamo 3 blogger professionisti e non abbiamo intenzione di esserlo, ma abbiamo aperto questo blog con il preciso intento di ottenere fama, gloria, soldi e donne. Abbiamo quindi pensato che il blog fosse quell’idea originale che massimizzasse le nostre possibilità di successo. Pertanto ci dedicheremo principalmente a quei temi fin troppo trascurati dalla blogsfera quali film, serie tv, fumetti e aggeggi tecnologici. Ci riserveremo però la possibilità di effettuare alcune incursioni in ambiti un po’ più mainstream come ad esempio la discussione di soluzioni di equazioni differenziali alle derivate parziali e filologia classica.