Il comandante Diavolo

Il colonnello a cui lui aveva detto di voler fare, da grande, l’ufficiale, gli aveva risposto, stringendogli la mano: “Ricordati che il vero ufficiale è un attore che sa recitare la sua parte anche nel sonno”. Una raccomandazione che assumeva ora per lui il valore di una sfida.

Esistono persone straordinarie con storie incredibili. Basta pensare ad Adriano Galliani: è un’esistenza che mi ha sempre incuriosito. Alcune di queste persone, però, non sono disgustose. Storie di eroi che sono morti e non sono mai state raccontate, storie che hanno avuto la fortuna di essere raccontate da un’unico sopravvissuto. In alcune circostanze molto particolari capita che una storia venga raccontata da un ex nemico di guerra. Questo è il caso di Amedeo Guillet, un tenente italiano operante in Eritrea durante la II Guerra Mondiale. Adriano Galliani e Amedeo Guillet; le stesse iniziali mi fanno pensare a come due persone alla nascita potenzialmente simili possano rispettivamente rovinare o esaltare la propria esistenza e di chi li circonda.

 images  image

Italiani brava gente italiani dal cuore d’oro” dice sarcasticamente Caparezza, ma questo è un 9788879720267gcaso in cui i luoghi comuni ci azzeccano. Ha vissuto nell’anonimato perché non si celebrano gli eroi degli sconfitti ma soprattutto perché è una persona modesta. La storia raccontata nel libro “La guerra privata del tenente Guillet” è una biografia parziale di questo personaggio relativa agli anni della guerra, senza introspezioni eccessive sul personaggio e lasciando parlare i fatti. Continua a leggere

Ciao mamma guarda come Diliberto

auto rottamate-2

Che fine hanno fatto i politici rottamati pre-rottamazione? Non i neo-rottamati, quelli con tanto di annuncio e carta da bollo. Quelli che sono spariti perché così vanno le cose, senza fare rumore. Un giorno sei in parlamento, vai in televisione con 20 microfoni puntati addosso e tutti ti voglio: fama, notorietà, autografi, coca gratis, il giorno dopo cali nell’oblio e ti tocca comprartela. A volte mi faccio assalire da un senso di malinconia ripensando a quei nomi che un tempo facevano da padroni nei telegiornali e ora chissà dove sono e come passano il tempo. Nomi altisonanti, come Alfonso Pecoraro Scanio, che si pronuncia sempre tutto assieme: Alfonsopcoraroscanio. Ora cura un blog, come uno qualsiasi, e si fa vanto della sua ignoranza in climatologia all’insegna dell’allarmismo. “Sentiamo la dichiarazione dell’on. Diliberto”, un classico dei tempi che furono. Clemente Mastella si è fatto silenzioso ma è sempre lì che ci riprova a salire sul carrozzone. Rutelli era stufo di perdere nel PD che gli facevano un sacco di storie così si è fatto un partito tutto suo per perdere in santa pace. Bertinotti un giorno è presidente della camera il giorno dopo neanche più parlamentare, devo dire che mi è dispiaciuto; ma vivrà sempre nel mio cuore grazie a Guzzanti.

Tutto per parlare di Quando c’era Berlinguer, il primo esperimento registico di  Veltroni. Continua a leggere

Venuto al mondo

Venutoalmondo

La verità è che ho scelto, e Diego lo sa. Non me ne sarei mai andata a mani vuote. Ma adesso ho questo pacco da consegnare al mondo. Mi sto portando via la parte migliore di lui, la vita nuova, quella che nessun dolore ha sporcato. E mi sembra di vedere il suo sorriso. Mi schiaccio contro l’unica fessura da cui si vede fuori. L’aereo si sta muovendo. […]Il suo viso giovane, spolpato come quello di un vecchio, guarda questo C130 che muove le sue ruote nel nevischio. Guarda noi, quello che sta perdendo. E’ rimasto a terra, in quella terra sporca. E non saprò mai se quel passaporto è davvero caduto nella neve.

La genesi. Di un figlio, Pietro. Del desiderio di averlo, dell’attesa che prima si fa speranza, poi timore e infine acceccata perseveranza. Prima ancora, la genesi di una donna e di un uomo. Della storia che li lega, prima nei pensieri, poi nelle azioni e in ultimo in quel bambino che non sa arrivare. Di Sarajevo, città-destino di queste vite,  città che muore nella guerra dei primi anni 90 e che risorge negli occhi di questa madre che fa ritorno sedici anni dopo in quel posto che  le ha dato tutto e che le ha tolto tutto.

Venuto al mondo. Un libro che accoglie e poi imprigiona, un libro vero fino all’accesso, che immedesima, emoziona, sospinge ognuno di noi verso questa storia semplice e difficile, imperfetta, nitida, che si svela tra il presente e il passato, catturando inevitabilmente. Continua a leggere