Il comandante Diavolo

Il colonnello a cui lui aveva detto di voler fare, da grande, l’ufficiale, gli aveva risposto, stringendogli la mano: “Ricordati che il vero ufficiale è un attore che sa recitare la sua parte anche nel sonno”. Una raccomandazione che assumeva ora per lui il valore di una sfida.

Esistono persone straordinarie con storie incredibili. Basta pensare ad Adriano Galliani: è un’esistenza che mi ha sempre incuriosito. Alcune di queste persone, però, non sono disgustose. Storie di eroi che sono morti e non sono mai state raccontate, storie che hanno avuto la fortuna di essere raccontate da un’unico sopravvissuto. In alcune circostanze molto particolari capita che una storia venga raccontata da un ex nemico di guerra. Questo è il caso di Amedeo Guillet, un tenente italiano operante in Eritrea durante la II Guerra Mondiale. Adriano Galliani e Amedeo Guillet; le stesse iniziali mi fanno pensare a come due persone alla nascita potenzialmente simili possano rispettivamente rovinare o esaltare la propria esistenza e di chi li circonda.

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Italiani brava gente italiani dal cuore d’oro” dice sarcasticamente Caparezza, ma questo è un 9788879720267gcaso in cui i luoghi comuni ci azzeccano. Ha vissuto nell’anonimato perché non si celebrano gli eroi degli sconfitti ma soprattutto perché è una persona modesta. La storia raccontata nel libro “La guerra privata del tenente Guillet” è una biografia parziale di questo personaggio relativa agli anni della guerra, senza introspezioni eccessive sul personaggio e lasciando parlare i fatti.

Camminavano svelti, in silenzio, mentre la giornata si faceva sempre più calda e l’atmosfera sempre più tesa. A quell’andatura, la ferita al tallone gli indolenziva tutta la gamba. Si sforzava di non farlo notare, perché non voleva che i suoi uomini cercassero d’assisterlo. Per questo non si voltava: in certi frangenti sono le spalle, non il volto del comandante a dar fiducia ai soldati.

Guillet_-_Squadroni_Amhara_1940

Esiste anche una puntata molto carina dedicata a lui dalla trasmissione “La storia siamo noi andata in onda alcuni anni fa. Purtroppo su youtube ad oggi si trova solo quella caricata dal canale di Futuro e libertà con una fastidiosissima scritta in sovra impressione (vedere per credere). In alternativa si trova sul sito della rai.

Quarant’anni dopo, Mohinder Singh, divenuto autista dell’ambasciata d’Italia a New Delhi, raccontava al suo nuovo ambasciatore di aver fatto la guerra in Etiopia e di aver assistito a una carica di cavalleria italiana nella zona di Cherù.
“La guidava”, disse, “un ufficiale su un cavallo bianco con la scimitarra che pendeva dal polso.”
“Avevi buoni occhi, Mohinder” si sentì rispondere. “Quando guidavo una carica, come Lannes, un grande soldato francese di cui probabilmente tu non hai mai sentito parlare, la scimitarra preferivo lasciarla pendere dal polso.”

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