Moduloenne: finalmente un pari e dispari multiplayer

Propongo oggi, in anteprima mondiale, una generalizzazione del noto gioco “Pari e dispari”. Per decretare un vincitore o uno spareggio tra due giocatori in modo simil-equiprobabile esistono diversi modi. La Monetina, Carta forbici e sasso e il Pari e dispari, appunto. Della carta forbici e  sasso è già stata proposta una ormai nota e diffusa generalizzazione, fastidiosamente e fantasiosamente traducibile in italiano con “carta forbici sasso lucertola e spocchioso“, e una meno nota.

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Per quanto riguarda invece distinguere in due squadre più giocatori solitamente si utilizza Miscela (o La man Zulega). Siccome tale gioco cambia nome in ogni regione e addirittura in ogni provincia lo descrivo brevemente per amor di chiarezza. I partecipanti si dispongono in cerchio, ognuno alza una mano e tutti assieme urlano “MI-SCE-LAAA!” (o in alternativa “ALAMANNNN-ZULEGA!”, personalmente preferisco quest’ultima versione: più appassionante). Pronunciando l’ultima sillaba (rispettivamente “LAAA!” o “ZUELEGA!”) tutti i giocatori abbassano contemporaneamente la mano di fronte a loro, al centro del cerchio formato dai partecipanti, ponendo il palmo della stessa rivolto verso l’alto o verso il basso. La prima squadra sarà formata dai giocatori che hanno rivolto il palmo verso l’altro, la seconda da quelli che l’hanno rivolto verso il basso. Continua a leggere

Non riesco a vedere i telefilm italiani, tranne Boris (e Un medico in famiglia)

Film "Boris"

Nella serie 6 o 7 o 31249 di “Un medico in famiglia” c’è un ragazzino che ha una cotta per Annuccia. Lei però non se lo fila perché è secchione e sfigatello; secchione in quanto ha gli occhiali e sfigatello perché a un certo punto gli arriva un sms e lui dice: “Non è nessuno, è solo un messaggio del mio operatore telefonico”. Più avanti ovviamente lui si toglie gli occhiali diventando un figo e si mette Annuccia. Questa è la fiction italiana, in uno dei suoi momenti di massimo splendore per altro. Un medico in famiglia, basato su un format spagnolo, ha fatto innumerevoli stagioni e macinato milioni di spettatori e le prime stagioni, devo dire, non erano neanche male considerato il pubblico a cui si rivolgevano. Ma tant’è: il meglio che sappiamo produrre lo copiamo e poi lo roviniamo con banalità, facendo dire “operatore telefonico” a un ragazzino e scoriandolando facce basite.

Signori, io mi scuso con tutti voi, ma questa fiction è veramente tremenda. – Renè

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Dal letame nascono i Die Antwoord

Mi è successo più di una volta (sarà successo pure a voi) di ascoltare per caso una canzone evidentemente marcia che però tramite martello, incudine e staffa ci stuzzica il lobo temporale. Può essere la colonna sonora di un telefilm, di un video su youtube o averla sentita per per strada. Allora mi informo e scopro il gruppo. Sono un gruppo dichiaratamente marcio, pazienza. Ascolto altre loro canzoni e mi piacciono. Ma sono marci, incontrovertibilmente marci! “Pazienza, se mi piacciono che ci faccio?”, mi dico. E così, come al solito, mi vivo la mia storia d’amore segreta con questo gruppo, evitando di sbandierare senza motivo i miei discutibili gusti musicali. Una storia passionale e intensa che si esaurisce nel giro di due settimane o un mese al massimo e mi consente di svolazzare su altri fiori.

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Capita anche che un anno dopo, ovvero ieri, cambiando casualmente cd nell’autoradio metto il “CD definitivo n° 3”, mi ritrovo la canzone di uno di quei gruppi ed ecco che martello, incudine e staffa si rimettono al lavoro. In più oggi mi ritrovo sotto il mouse un articolo del fattoquotidiano.it e mi si apre un mondo. Ma allora… Continua a leggere

Saving Mr. Banks

Aria di rivoluzione (per i miei standard). Anzitutto il ritardo nella pubblicazione: il ‘primo’ di ogni mese per ottobre è diventato il ‘terzo’… è andata così, ma anche per cause di forza maggiore, per cui posso farmene una ragione. Poi, l’argomento della recensione: nella rubrica LIBeRI stavolta non un libro ma un film. Questo diversivo, solo al secondo articolo della rubrica, ho fatto fatica a concedermelo; tuttavia un giorno qualcuno mi ha detto che bisogna recensire ciò che si sente di dover recensire e ci ho creduto, per questo alla fine mi sono convinta ad attingere dal cinema stavolta. In particolare perchè il film in questione parla di un libro che poi divenne film e forse un pò cartone, trasformandosi in una delle pellicole più belle, classiche e intramontabili firmate Walt Disney: Mary Poppins.

POPPINS

Saving Mr. Banks merita di essere visto da tutti: da chi Mary Poppins l’ha amata e da chi l’ha detesta, dagli eterni sognatori che anelano a film di questo tipo,  agli scettici (probabilmente la maggior parte dei lettori di questo blog) che si staranno chiedendo perchè stia recensendo a questo pubblico un film così. Perchè vi piacerà, che lo ammettiate o no.

Quella che vi sarà raccontata è la (vera) storia dell’epilogo del rapporto intercorso tra Pamela L. Travers e Walt Disney:  lei è l’autrice del libro che lui vuole rendere film; lei è la donna che per vent’anni si rifiuterà di vendergli i diritti, lui l’uomo che per vent’anni, ogni anno, glielo richiederà; lei è quella che a un certo punto accetterà di parlarne ma alle sue condizioni, lui quello che saprà assecondarla con delicatezza, indagare fino a comprendere il significato di tante riserve e a dipanare la sua reticenza. Continua a leggere