Il buio oltre le stelle

Non conosco nessuno che non trovi affascinante ed emozionante la visione del cielo stellato.
Anche la persona più pratica e disincantata, se messa nelle giuste condizioni (una notte limpida, in un posto lontano da luci artificiali) alzerà istintivamente lo sguardo verso la volta celeste e si sentirà attraversata da una corrente di sensazioni e pensieri.

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E’ questo l’incipit di una delle storie più affascinanti, misteriose e appassionanti che si possano raccontare: quella del cielo. Palcoscenico di infiniti – è proprio il caso di dirlo – spettacoli della natura, a sipario sempre alzato ogni giorno, anzi ogni notte, per noi. Uomini e donne. Che in qualsiasi tempo, in qualsiasi epoca, siamo stati ammaliati dalla sua bellezza enigmatica, incuriositi dalla sua natura imperscrutabile, attratti dal superbo desiderio di esplorarlo e conoscerlo.

Il buio oltre le stelle racconta proprio questo, l’uomo davanti al cielo. Dalle primissime osservazioni astronomiche fino alle scoperte astrofisiche più recenti, passo dopo passo, ipotesi dopo ipotesi, teoria dopo teoria, attraverso osservazioni, esperimenti,  dimostrazioni, confutazioni, tentativi, discussioni. 

Amedeo Balbi, con uno stile tecnico (doveroso e indispensabile per trattar di scienza in modo serio e rigoroso) ma mai criptico, firma questo libro perfettamente equilibrato, in cui il carattere scientifico divulgativo non perde mai di vista quello intrattenitivo.

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Leggerlo, a prescindere dall’attitudine più o meno spiccata verso la scienza, è un invito ed anche un consiglio. Vi sorprenderà scoprire quali sono stati i primissimi fenomeni (osservabili e ) osservati dai nostri avi, conoscere perché celeberrime figure della scienza astronomica – come Galileo, Copernico, Keplero – si sono avvicinate all’astronomia ed apprendere quanti altri hanno contribuito a imprescindibili scoperte senza che ne sia conseguita altrettanta gloria.
Resterete impressionati dalla rivoluzionarietà che il XX secolo incarna nel progresso astronomico – e no, non alludo a quel senso vago che abbiamo tutti quando pensiamo “beh si, l’uomo sulla luna..” ma molto di più e più profondo: basti pensare, ad esempio, che fino al 1923 la comunità scientifica riteneva che non vi fosse nulla nell’universo oltre la Via Lattea; oggi, 91 anni dopo, siamo arrivati ad un frazione di secondo dopo il Big Bang, sappiamo che le galassie sono infinite e ipotizziamo che il loro allontanamento sia quello che definisce il fenomeno d’ espansione dell’universo stesso.. – e infine vi scoprirete attoniti – e un pò disattesi (?) – nell’apprendere che

Oggi conosciamo direttamente la natura fisica di una parte molto piccola dell’universo, solo il cinque per cento circa del totale. Del restante novantacinque per cento abbiamo solo una conoscenza indiretta. Abbiamo forti indizi della sua esistenza, ma non sappiamo davvero dire cosa sia  […] .
E’ una consapevolezza che, nonostante tutto, deve renderci fiduciosi.

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