Le ali della libertà (con Bob Gunton aka…)

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Le ali della libertà è un film stupendo, quasi sicuramente nella mia top five dei film carcerari del ’95. E’ anche nella mia Top five dei film con Tim Robbins e Morgan Freeman, nonché nella mia top five dei film in cui viene utilizzato uno scalpello. Ah, è anche nella mia top five. Banalità, forse, difatti è al primo posto nella classifica Top 250 stilata dagli utenti di IMBD. E’ tratto -a sorpresa- da un libro di Stephen King; “ma non scriveva solo libri horror?”, vi chiederete voi come me e quella signora che durante una conferenza stampa rimproverò King di essere troppo monotematico nei sui romanzi e lo esortò a scrivere piuttosto “qualcosa di edificante come Le ali della libertà”. Per chi come me non sa niente di King potrebbe essere un buono spunto per continuare a non leggerlo.

Andy: O fai di tutto per vivere, o fai di tutto per morire.

Comunque, il tutto per dire, prima che sia vilipendio: ma questi due non sono uguali? Stiamo parlando di Bob Gunton, il direttore del carcere, e Sergio Mattarella, per ora un anonimo giudice costituzionale.

Gurton-MattarellaP.S.: inaugurata la nuova rubrica “Top five”.

 

Boyhood, as time goes by..

Chi non ha mai pensato:
“Ormai nei film è un succedersi di cose già viste e di idee già realizzate in altri film.” Non c’è nulla di più sbagliato!
Boyhood ha dentro di se un’ idea geniale.
Il film parla della vita di Mason Evans, dai 5 fino ai 18 anni.
In quanti film simili abbiamo visto comparse con dei bambini per le scene dell’infanzia, e utilizzo di protesi per rendere l’attore piu’ vecchio per le scene in età avanzata?
Questo film sorvola queste regole!
Boyhood è stato girato in 12 anni.
Mi immagino una delle riprese:
“Ciao ragazzi, in questi giorni dobbiamo girare queste riprese”

“Ok, questo materiale filmato è buono! Arrivederci al prossimo anno”

L’idea di base dà ampio respiro e da un’apertura esponenziale a nuovi tipi di storie fatte in questo modo.
Linklater, il regista, ha utilizzato in precedenza l’idea del tempo che passa nei suoi film.
Possiamo vederlo nella trilogia “Before“, che mostra i diversi modi di pensare di due persone di 20, 30 e 40 anni.
L’attore principale di Before recita in Boyhood come il padre del protagonista; essendo i genitori di Mason jr separati, nelle occasioni che padre e figlio si incontrano, Mason senior spiega al ragazzo come non cadere negli errori nei quali il padre era incorso (e che lo avevano portato al divorzio). La recitazione di Ethan Hawke in queste scene è fantastica!
E’ un film che può ricordare “La meglio gioventù” in quanto vedendolo in diverse fasi della propria vita si può venir contro a temi applicabili a sè stessi.
Durante le varie tappe della vita di Mason, nonostante sia ambientato in America, ciascuno troverà qualcosa di familiare nell’affettuosità/distacco dei genitori, nei giocattoli e nei soprammobilidi di casa, negli apparecchi tecnologici in evoluzione.

Questo è solo 1/1000000 di quello che si può dire su questo film.

Capolavoro! Da vedere

Silenzio assenzio

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Iniziò tutto un paio di anni fa, dalla bocca di un borioso ragazzotto che si credeva di intendersi di politica: “Bersani piuttosto che Berlusconi piuttosto che Grillo …” piuttosto che te ne stai zitto. Fu quel giorno che sentii per la prima volta quel rigurgito laringeo. E’ ormai prossimo ad essere scientificamente provato che la sindrome del “piuttosto che” abbia avuto come paziente zero un ignaro che di mestiere arriccia la coda ai maiali e abbia poi trovato un caldo bacino incubatore nei finti intellettuali che tentano di allungare a parole i discorsi carenti di concetti. Da lì è passata alle persone povere di spirito e di buon gusto per approdare agli ingenui che credono “piuttosto che” essere equivalente ad “oppure”. No, no e poi no. Continua a leggere

FFT – Pride

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Nel 1984 i minatori del regno unito protestano contro la decisione del governo Thatcher di chiudere 20 pozzi di carbone. Un gruppo di omosessuali froci decide di supportali in quello sciopero che sarebbe durato 51 settimane. Pride riesce a raccontare questa storia senza superiorità morali ma forte di una semplicità argomentativa che trova la sua efficacia nell’autenticità dei personaggi.

Quando fai una battaglia contro un nemico tanto più forte, tanto più grande di te, scoprire di avere un amico di cui non conoscevi l’esistenza è la più bella sensazione del mondo.

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FFT – The Imitation Game

The-Imitation-Game-Lenigma-di-un-genio-primo-poster-italiano-del-biopic-con-Benedict-Cumberbatch-2 Alan Turing vince la seconda guerra mondiale contro i tedeschi decifrando Enigma. Storicamente non troppo lontano dalla realtà, questo fatto viene romanzato in The Imitation Game. Un film che non sa di nuovo, eccezionale o geniale ma che sembra imparare bene la lezione di altri film del genere mescolando la giusta dose dialoghi affilati, conflitti di personalità e quote rosa. Continua a leggere