Italiani si nasce. Analfabeti pure.

Analfabetismo funzionale

Musica di sottofondo consigliata nell’accompagnamento della lettura: Piano Sonata No. 14 “Moonlight Sonata” Beethoven.

Qualche giorno fa alcuni amici mi hanno detto che lo stato italiano possiede il primato europeo di analfabetismo funzionale. Pensate, ben il 47%, di un’età compresa tra i 16 e i 65 anni, legge un testo in lingua italiana senza capirne il significato letterale. Cioè legge e non capisce. E qui non si parla di trattati giuridici, la divina commedia o aramaico antico, si parla di testi per lo più banali che non richiedono alta concentrazione per la comprensione del testo.  001979_news_1

È chiaro che la situazione è drammatica e Beethoven qui è determinante. Nelle mie orecchie suona perfettamente in contrasto con la situazione e la rende un poco sarcastica. Anche perché da quando ho sentito questa notizia, non vivo più; ogni volta che vedo una persona al bar, che in tranquillità sorseggia un buon caffè fumante nell’intento di leggersi il giornale, la mia domanda sorge troppo spontanea da frenarne l’impulso di auto pormela: chissà se fa parte di quelli a cui le informazioni arrivano al cervello o è fra quei gladiatori che leggono e si fermano lì, nella loro gloriosa capacità di saper leggere tante parole in una volta sola? (caspita, che eroi!)

Ma poi, sono consapevoli di non capire il significato delle frasi? O arrivati ad un certo punto qualcuno passando di lì glielo fa notare? Il 47% mi sembra veramente una percentuale troppo elevata. Mi sembra quasi doveroso chiedermi da scrittrice, in questa contesa tutta italiana da che parte stai tu che mi stai leggendo. Facciamo una prova, se rispondi bene al quiz a cui sto per sottoporti, significa che sei idoneo alla comprensione del testo. Mi raccomando non andare a leggerti la soluzione a fondo pagina prima di aver provato a rispondere:

Secondo un’analisi veloce del testo soprastante, dimmi: il sorriso è importante?

Ho già detto che la soluzione la si trova a fondo pagina, ma ci tengo a ripetermi. Ho già detto che la soluzione la si trova a fondo pag… Ah no questa frase l’ho già detta. Chissà se è stato fatto uno studio anche di quelli che scrivono testi senza capirli. Nascerebbero un sacco di talenti. Mare, ortaggi, vino trallallero tralla là!

Ma bando alle ciance e passiamo alle cose serie. Perché questo argomento deve pur avere un peso nelle nostre vite. Voglio dire, non è preoccupante sapere che esistano persone (tante) che non hanno le competenze adeguate per documentarsi ed avere un’intelligenza propria? Insomma, se non so qualcosa, in linea generale, accedo ad internet (e non apro internet: aprire internet non significa nulla – capre!) , clicco sul link di google, cerco la voce che mi interessa, mi faccio distrarre dalle pubblicità mirate che sicuramente attirano la mia attenzione (sono mirate, appunto!) e dunque leggo, comprendo e assimilo. E poi? E poi (aprite bene le orecchie) questo non deve farmi sentire autorizzata ad esprimere il mio parere su tutto in ogni situazione e ad ogni occasione. Navigare in internet, non fa di me una tuttologa. Non so, è chiara la differenza?  Parlo per quell’intera fazione che queste frasi dovrebbe saperle comprendere.

Come posso dare il mio contributo per risolvere parzialmente questo disagio? Concretamente, purtroppo, non posso farci nulla. Se un giorno si deciderà di sottoporre le persone ad una piccola selezione, prima di esercitare il diritto di voto (chiamarlo diritto quando la legge non ammette ignoranza definisce un bug per definizione), io dico sì, a patto che anche questa votazione avvenga tramite una sorta di test di ingresso. Non deve essere per forza una cosa complicata. Si va in edicola, si prende l’ultimo inserto di Peppa Pig, si fa leggere un testo e si fanno domande a risposta secca. Se le sai passi, se non le sai o chiedi l’aiuto a casa o tentenni un attimo, non sei idoneo al voto. E qui poi si può decidere se sospendere il soggetto per un anno o sottoporlo a lavori forzati per non negare al sistema, braccia destinate chiaramente all’agricoltura. Non sarei neanche magnanima, se a 20 anni non capisci un testo elementare non hai speranza di impararlo a 30. Né tantomeno a 40 dove comincia il declino neuronale (sarò felice di dedicare quattro chiacchiere all’argomento un giorno). 

In qualsiasi altro paese questa cosa farebbe ridere. In Italia, stravolgerebbe il sistema e manderebbe tutto a monte. Parola di Francesco Amadori – che lui di pollame italiano se ne intendeva.

Infattamente documentabile qui!

Soluzione al quiz di analfabetismo funzionale: se ti sei sentito sotto pressione pensando di aver perso frasi importanti del testo o se, peggio, hai riletto tutto per cercare di dare una risposta coerente, significa che ti distrai facilmente e del testo non hai capito granché – sei al limite. Se ti sei domandato che cosa potrebbe c’entrare questa domanda in un contesto in cui non significa nulla ma ti sei sentito in dovere di rispondere ugualmente perché te l’ho chiesto io espressamente allora significa che sei sulla buona strada per appartenere al 53% della popolazione. Se non sai il perché del 53%, ti consiglio di seguire semplicemente qualche lezione di matematica.  

Se leggendo la soluzione non hai capito un cazzo, vuol dire che non hai passato il test.

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