Basta Diva

Pare che Sasha Gray stia tentando di ripulire la sua immagine pubblica affidandosi a Reputation.com, un servizio online a pagamento che promette di epurare il web da foto, articoli e dichiarazioni scomode. Fino a 5 anni fa ti gasavi su facebook di aver promosso la parità tra i sessi sperimentando l’assorbente alla vodka? Fico, ma oggi a quel colloquio ti senti come un nero che si sente urlare “put down your weapon”: morto. Magari questo servizio può esserti utile, segnatelo. I social e il web in genere possono regalarci fama, appagare il nostro ego e alleviare la solitudine ma richiedono una costosa rinuncia. Sono a favore quanto chiunque altro delle pornostar redente, per cui non so se Sasha riuscirà nel suo intento ma noi tutti le auguriamo buona fortuna e un happy ending.

Sasha-Grey

Non tutti però sono così sinceri, e sensibili e limpidi e santi come la Gray. La distinzione tra foto ritratta e realtà è nota e antica quanto il “Bacio davanti all’hotel De Ville“, il fatto che i due giovani fossero in posa (orbene sì!) ruba ben poco alla bellezza che tutti riconoscono allo scatto. C’è chi però di questa sorta di “suspension of disbelief” ne fa lo standard della propria vita ed alimenta un circolo vizioso di inganno reciproco tra chi pubblica e chi mette mi piace. La finzione regna sovrana specialmente su Istangram e una volta svelato il trucco del re nudo la realtà si presta a spassose parodie: 1 e 2.

Ma c’è di peggio e lo vedremo. Questo post è il primo di una trilogia intitolata “La rinuncia all’intimità e la diffusione del cattivo gusto” in cui mi occupo a sorpresa di bacchettare, con la violenza verbale di un inquisitore della morale, nientepopodimenoche tre emblemi dlla rinuncia all’intimità e la diffusione del cattivo gusto dei nostri giorni. Mi riferisco, nella fattispecie, al seguente video di una intangrammer, tal simplinabiki.

Se vi addentrate a leggere i commenti noterete delle incongruenze, all’incirca a questa altezzaImmagine@natopigropunto sono io e i commenti che mancano sono i seguenti: “hai toccato il fondo” e “un conto è svendere la propria intimità, un conto è svendere quella del proprio figlio”. Commenti eliminati e ne è seguito il blocco. Parole dure? Parole forti? Tale è il disgusto che ho provato guardando l’artificiosità del video che non ho saputo trattenermi. Penso alla spontaneità del momento: sistemare il cellulare traballante in quella posizione, poi finalmente ci riesce ma stecca la nota: “cazzo!“. “Momento struggente con bambino quartaaaa, AZIONEEE!”: lei che guarda il monitor, fa partire la registrazione, poi, da copione, parte: abbraccio,  chiude gli occhi, sguardo intenso al monitor, sguardo intenso al figlioletto, sorriso tirato, bacio, ora levati dal cazzo che guardo come sto venendo, di nuovo abbraccio.

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Se non approvavo perché semplicemente non starmene zitto e guardare altro? Perché sparare veleno e “nascondermi dietro a un telefono”? Eh no, non è così semplice. Faccio un esempio, si, la solita cazzo di metafora della casa che tanto aiuta. Consideriamo una casa, una villetta a schiera come tante altre se non fosse che questa è speciale: ha le pareti di vetro. Non ci si può lamentare se chi passa ci guarda dentro e commenta. Hai voluto le pareti di vetro per avere il sole tutto il giorno? te ne assumi le conseguenze. Si consideri ora la perversione di una casa con una sola stanza di vetro: questo è istangram. Nel momento stesso in cui decidi di entrare in quella stanza la spontaneità resta esclusa. Rimanendo all’interno della nostra metafora, la casa di Sasha Gray sarebbe una sfera di cristallo che volteggia in aria e il sole sono i soldi. Qual è il sole di simplynabiki? Soldi? Egocentrismo? Lotta alla solitudine? Alla noia? Qualunque cosa cerchino gli “instan vip”, alla base c’è un enorme equivoco: scambiare la possibilità di esprimersi con la necessità di farlo a tutti i costi, in tutti le forme e con ogni canale. E’ evidente che questi personaggi cercano di essere ovunque e raggiungere più utenti possibili, e nel momento in cui lo fanno non sono io che invado i loro spazi con il mio telefono, sono loro che entrano nel mio telefono, fosse anche solo per il fatto che non posso digitare “simplynabiki” su google senza che escano fuori i loro profili youtube, facebook, istangram, twitter e il siti personali. Hanno ipertrofizzato la loro bolla prossemica che inevitabilmente si scontra con la mia, quando succede non sono io a dover chiedere scusa e fare un passo indietro.

Vi infastidiscono i commenti scomodi che svelano il trucco e rovinano l’atmosfera patinata? Mettete delle cazzo di tendine! Se scegliete di essere viste da tutti e di far sapere cosa pensate allora tutti possono vedervi e dirvi cosa pensano senza che vi riscopriate improvvisamente vergini, illibate e caste. La “fama” bisogna saperla gestire cara @simplynabiki, ora ti spammo questo post su tutti i canali con cui tu arrivi a me e ti invito, oltre che a commentarmi, a prendere esempio da Justin Bieber: l’ho twittato qualche giorno fa criticandolo e consigliandolo su diversi aspetti, lui non mi ha bloccato.

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