Basta Diva

Pare che Sasha Gray stia tentando di ripulire la sua immagine pubblica affidandosi a Reputation.com, un servizio online a pagamento che promette di epurare il web da foto, articoli e dichiarazioni scomode. Fino a 5 anni fa ti gasavi su facebook di aver promosso la parità tra i sessi sperimentando l’assorbente alla vodka? Fico, ma oggi a quel colloquio ti senti come un nero che si sente urlare “put down your weapon”: morto. Magari questo servizio può esserti utile, segnatelo. I social e il web in genere possono regalarci fama, appagare il nostro ego e alleviare la solitudine ma richiedono una costosa rinuncia. Sono a favore quanto chiunque altro delle pornostar redente, per cui non so se Sasha riuscirà nel suo intento ma noi tutti le auguriamo buona fortuna e un happy ending.

Sasha-Grey

Non tutti però sono così sinceri, e sensibili e limpidi e santi come la Gray. La distinzione tra foto ritratta e realtà è nota e antica quanto il “Bacio davanti all’hotel De Ville“, il fatto che i due giovani fossero in posa (orbene sì!) ruba ben poco alla bellezza che tutti riconoscono allo scatto. C’è chi però di questa sorta di “suspension of disbelief” ne fa lo standard della propria vita ed alimenta un circolo vizioso di inganno reciproco tra chi pubblica e chi mette mi piace. La finzione regna sovrana specialmente su Istangram e una volta svelato il trucco del re nudo la realtà si presta a spassose parodie: 1 e 2.

Ma c’è di peggio e lo vedremo. Continua a leggere

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Le ali della libertà (con Bob Gunton aka…)

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Le ali della libertà è un film stupendo, quasi sicuramente nella mia top five dei film carcerari del ’95. E’ anche nella mia Top five dei film con Tim Robbins e Morgan Freeman, nonché nella mia top five dei film in cui viene utilizzato uno scalpello. Ah, è anche nella mia top five. Banalità, forse, difatti è al primo posto nella classifica Top 250 stilata dagli utenti di IMBD. E’ tratto -a sorpresa- da un libro di Stephen King; “ma non scriveva solo libri horror?”, vi chiederete voi come me e quella signora che durante una conferenza stampa rimproverò King di essere troppo monotematico nei sui romanzi e lo esortò a scrivere piuttosto “qualcosa di edificante come Le ali della libertà”. Per chi come me non sa niente di King potrebbe essere un buono spunto per continuare a non leggerlo.

Andy: O fai di tutto per vivere, o fai di tutto per morire.

Comunque, il tutto per dire, prima che sia vilipendio: ma questi due non sono uguali? Stiamo parlando di Bob Gunton, il direttore del carcere, e Sergio Mattarella, per ora un anonimo giudice costituzionale.

Gurton-MattarellaP.S.: inaugurata la nuova rubrica “Top five”.

 

Silenzio assenzio

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Iniziò tutto un paio di anni fa, dalla bocca di un borioso ragazzotto che si credeva di intendersi di politica: “Bersani piuttosto che Berlusconi piuttosto che Grillo …” piuttosto che te ne stai zitto. Fu quel giorno che sentii per la prima volta quel rigurgito laringeo. E’ ormai prossimo ad essere scientificamente provato che la sindrome del “piuttosto che” abbia avuto come paziente zero un ignaro che di mestiere arriccia la coda ai maiali e abbia poi trovato un caldo bacino incubatore nei finti intellettuali che tentano di allungare a parole i discorsi carenti di concetti. Da lì è passata alle persone povere di spirito e di buon gusto per approdare agli ingenui che credono “piuttosto che” essere equivalente ad “oppure”. No, no e poi no. Continua a leggere

FFT – Pride

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Nel 1984 i minatori del regno unito protestano contro la decisione del governo Thatcher di chiudere 20 pozzi di carbone. Un gruppo di omosessuali froci decide di supportali in quello sciopero che sarebbe durato 51 settimane. Pride riesce a raccontare questa storia senza superiorità morali ma forte di una semplicità argomentativa che trova la sua efficacia nell’autenticità dei personaggi.

Quando fai una battaglia contro un nemico tanto più forte, tanto più grande di te, scoprire di avere un amico di cui non conoscevi l’esistenza è la più bella sensazione del mondo.

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FFT – The Imitation Game

The-Imitation-Game-Lenigma-di-un-genio-primo-poster-italiano-del-biopic-con-Benedict-Cumberbatch-2 Alan Turing vince la seconda guerra mondiale contro i tedeschi decifrando Enigma. Storicamente non troppo lontano dalla realtà, questo fatto viene romanzato in The Imitation Game. Un film che non sa di nuovo, eccezionale o geniale ma che sembra imparare bene la lezione di altri film del genere mescolando la giusta dose dialoghi affilati, conflitti di personalità e quote rosa. Continua a leggere

Lepold e Loeb, al cinema, quasi.

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Leopold e Loeb decidono di uccidere una persona qualsiasi esclusivamente per il gusto di compiere il delitto perfetto e affermare le loro convinzioni superomistiche. Nathan Freudenthal Leopold Jr. nasce il 19 novembre 1904, Richard A. Loeb  l’11 giugno 1905, entrambi a Chiacaco da famiglie agiate ed entrambi sono dotati di una particolare intelligenza. Hanno solo 19 e 18 anni quando, il 21 maggio 1924, rapiscono, uccidono e sfigurano con l’acido il quattordicenne Bobby Franks, figlio di un ricco proprietario di una fabbrica di scatole e vicino di casa di Loeb. Continua a leggere

Crozza e Santa Cristoforetti

Questa nuova, ennesima e verosimilmente futura inutilizzata rubrica è dedicata alle cadute di stile di personaggi che solitamente sono -o sono stati -salvabili e financo apprezzabili ma che ogni tanto pisciano fuori dal bulacco.5507_He-in-Water-out_faadooindia.com_Il primo ospite è Crozza. Basta, basta, basta cantare. Sei intonato, “ok”, sai cantare, “bene”. Ma non sei Freddie Mercury e le canzoni non fanno ridere. La gente cambia canale sperando di ritornare e vedere che fai Renzi, per cui, prendendo la metafora dall’eterno Bob Kelso,

ti dirò quello che dissi a un clown che vidi in un locale a luci rosse: “Non sono qui per ridere”.

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