Un polipo alla gola è da curare

81TB8ezjyqL._SL1500_ Non sono un patito di fumetti. Non conosco esattamente la differenza tra la DC e la Marvel e non è un dibattito che mi appassiona. Accompagnerò piamente fino alla fine Naruto e One Piece cercando di capire se Berserk progredisce o meno. Conosco Topolino, ho letto Dylan Dog e seguo Rat-Man. Questo è sostanzialmente il mio background fumettistico e le mie referenze. Sono uno di quelli che cova diffidenza nei confronti dell’entusiasmo di chi mi suggerisce un fumetto. Diciamo che nella mia scala di diffidenza resta comunque parecchio sotto a chi mi suggerisce un anime o un video su youtube ma appena sopra a chi mi suggerisce un film d’autore. Per quanto possa essere bello è un fumetto, rilassiamoci un po’ tutti. E’ con questo approccio che ultimamente mi sono avvicinato a quei fumetti mononumero, autoconclusivi, che
immagino avranno un nome nel gergo. Il loro evidente vantaggio consiste nel fatto che la storia non diventerà appassionante nel numero 12893719823 e non ti aspettano G di numeri da leggere prima di poter fare una conversazione degna e senza spoiler con chi te l’ha suggerito.

Eccoci dunque a “Un polpo alla gola” di Zerocalcare. Per la scuolaeducazionerubrica “Scuola e educazione” -che istituisco ora e probabilmente non utilizzerò mai più- osserviamo subito che polpo e polipo sono due cose ben diverse. Il polipo appartiene al phylum degli Cnidaria mentre il polpo è un cefalopode della famiglia Octopodidae. Quindi una stellina dorata a Zerocalcare che usato la terminologia giusta.

Torniamo a noi. Per sconfiggere la vostra diffidenza vi sbatto subito addosso sei pagine che siete obbligati a leggere.

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