Le ali della libertà (con Bob Gunton aka…)

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Le ali della libertà è un film stupendo, quasi sicuramente nella mia top five dei film carcerari del ’95. E’ anche nella mia Top five dei film con Tim Robbins e Morgan Freeman, nonché nella mia top five dei film in cui viene utilizzato uno scalpello. Ah, è anche nella mia top five. Banalità, forse, difatti è al primo posto nella classifica Top 250 stilata dagli utenti di IMBD. E’ tratto -a sorpresa- da un libro di Stephen King; “ma non scriveva solo libri horror?”, vi chiederete voi come me e quella signora che durante una conferenza stampa rimproverò King di essere troppo monotematico nei sui romanzi e lo esortò a scrivere piuttosto “qualcosa di edificante come Le ali della libertà”. Per chi come me non sa niente di King potrebbe essere un buono spunto per continuare a non leggerlo.

Andy: O fai di tutto per vivere, o fai di tutto per morire.

Comunque, il tutto per dire, prima che sia vilipendio: ma questi due non sono uguali? Stiamo parlando di Bob Gunton, il direttore del carcere, e Sergio Mattarella, per ora un anonimo giudice costituzionale.

Gurton-MattarellaP.S.: inaugurata la nuova rubrica “Top five”.

 

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Silenzio assenzio

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Iniziò tutto un paio di anni fa, dalla bocca di un borioso ragazzotto che si credeva di intendersi di politica: “Bersani piuttosto che Berlusconi piuttosto che Grillo …” piuttosto che te ne stai zitto. Fu quel giorno che sentii per la prima volta quel rigurgito laringeo. E’ ormai prossimo ad essere scientificamente provato che la sindrome del “piuttosto che” abbia avuto come paziente zero un ignaro che di mestiere arriccia la coda ai maiali e abbia poi trovato un caldo bacino incubatore nei finti intellettuali che tentano di allungare a parole i discorsi carenti di concetti. Da lì è passata alle persone povere di spirito e di buon gusto per approdare agli ingenui che credono “piuttosto che” essere equivalente ad “oppure”. No, no e poi no. Continua a leggere

Moduloenne: finalmente un pari e dispari multiplayer

Propongo oggi, in anteprima mondiale, una generalizzazione del noto gioco “Pari e dispari”. Per decretare un vincitore o uno spareggio tra due giocatori in modo simil-equiprobabile esistono diversi modi. La Monetina, Carta forbici e sasso e il Pari e dispari, appunto. Della carta forbici e  sasso è già stata proposta una ormai nota e diffusa generalizzazione, fastidiosamente e fantasiosamente traducibile in italiano con “carta forbici sasso lucertola e spocchioso“, e una meno nota.

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Per quanto riguarda invece distinguere in due squadre più giocatori solitamente si utilizza Miscela (o La man Zulega). Siccome tale gioco cambia nome in ogni regione e addirittura in ogni provincia lo descrivo brevemente per amor di chiarezza. I partecipanti si dispongono in cerchio, ognuno alza una mano e tutti assieme urlano “MI-SCE-LAAA!” (o in alternativa “ALAMANNNN-ZULEGA!”, personalmente preferisco quest’ultima versione: più appassionante). Pronunciando l’ultima sillaba (rispettivamente “LAAA!” o “ZUELEGA!”) tutti i giocatori abbassano contemporaneamente la mano di fronte a loro, al centro del cerchio formato dai partecipanti, ponendo il palmo della stessa rivolto verso l’alto o verso il basso. La prima squadra sarà formata dai giocatori che hanno rivolto il palmo verso l’altro, la seconda da quelli che l’hanno rivolto verso il basso. Continua a leggere

Il comandante Diavolo

Il colonnello a cui lui aveva detto di voler fare, da grande, l’ufficiale, gli aveva risposto, stringendogli la mano: “Ricordati che il vero ufficiale è un attore che sa recitare la sua parte anche nel sonno”. Una raccomandazione che assumeva ora per lui il valore di una sfida.

Esistono persone straordinarie con storie incredibili. Basta pensare ad Adriano Galliani: è un’esistenza che mi ha sempre incuriosito. Alcune di queste persone, però, non sono disgustose. Storie di eroi che sono morti e non sono mai state raccontate, storie che hanno avuto la fortuna di essere raccontate da un’unico sopravvissuto. In alcune circostanze molto particolari capita che una storia venga raccontata da un ex nemico di guerra. Questo è il caso di Amedeo Guillet, un tenente italiano operante in Eritrea durante la II Guerra Mondiale. Adriano Galliani e Amedeo Guillet; le stesse iniziali mi fanno pensare a come due persone alla nascita potenzialmente simili possano rispettivamente rovinare o esaltare la propria esistenza e di chi li circonda.

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Italiani brava gente italiani dal cuore d’oro” dice sarcasticamente Caparezza, ma questo è un 9788879720267gcaso in cui i luoghi comuni ci azzeccano. Ha vissuto nell’anonimato perché non si celebrano gli eroi degli sconfitti ma soprattutto perché è una persona modesta. La storia raccontata nel libro “La guerra privata del tenente Guillet” è una biografia parziale di questo personaggio relativa agli anni della guerra, senza introspezioni eccessive sul personaggio e lasciando parlare i fatti. Continua a leggere

La panna montata

LATTE+HD si tinge di rosa con una nuova rubrica. Dopo una attenta analisi statistica abbiamo notato che la stragrande maggioranza delle visite al blog è dovuta al tag “francesco arca nudo”. Pertanto, a seguito di una accesa riunione in redazione, si è deciso di assecondare il volere del pubblico sovrano e istituire una rubrica indirizzata al gentil (e direi anche affamato) sesso. “Tra mascara, paillettes e tori da monta”, questo è il titolo della nuova rubrica; un paradiso dell’estrogeno che tratterà temi quali gossip, nuove tendenze e approfondimenti monotematici sulle razze bovine dedite alla riproduzione quali ad esempio il Chanchim brasiliano, il toro de Lida spagnolo o il Romagnolo italiano.

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Ovviamente è quasi tutto falso. Il tag più cercato è il sempiterno “tette” e Maria De Filippi non ha alcun potere in questo blog. Però, c’è un però. La rubrica nuova esiste, il titolo è ancora un mistero, ma sappiamo che sarà tenuta da una matematica -giusto per rialzare un po’ gli standard- a cadenza maniacalmente mensile e proporrà la recensione di un libro nuovo ogni volta. Buona lettura quindi.

Ingress + Pokémon = ?

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Ingress lo conosciamo tutti, o perlomeno dovremmo. Il gioco-app a realtà aumentata sviluppato da Google per gli smartphone con android e di recente anche per gli iphone. I giocatori fanno parte di due fazioni opposte, Illuminati o Resistenza, e si fanno la guerra distruggendo e riconquistandosi i portali a vicenda. E allora si va in giro fisicamente per la città con il telefonino in mano e si ha accesso a questa dimensione altra in cui l’exotic matter fa da padrona e si sparano bombe e si deployano scudi.

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Realtà aumentata dunque. Smartphone + gps + connessione dati + mappe di google = quarta dimensione immaginaria. E certo: the big G sa tutto di tutti, gli spostamenti che facciamo cosa mangiamo e quando ci mettiamo le dita nel naso, ed eventualmente sa anche se le ultime due attività a volte coincidono (che fa bene). Ma io dico “chissene”, per ora non sono un criminale e la mia vita è tutto sommato noiosa, per cui che sappiano pure dove mi trovo e quali sono i mie gusti culinari ma che mi lascino evadere la realtà piena di sole e polline per rifugiarmi in un modo immaginario asettico in cui sparare bombe in libertà.

Ora facciamo un salto logico-temporale a una quindicina di anni fa quando per la prima volta installai l’emulatore del Game Boy sul computer (si, non ho mai avuto un GB) e davo il nome “Pincopallo” al mio personaggio e sceglievo Charmender dalle tre palle magiche (e un po’ transgeniche) del Professor Oak. Tutti abbiamo provato quell’esperienza di andare in giro per Pokemopoli e catturare pokemon, farli allenare, evolvere, combattere con altri allenatori, trovare oggetti rari, pokemon rarissimi e figheggiarsi con gli altri per Alakazam al 100.

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Ora, e dico ora. Seguitemi perché è importante. Continua a leggere

Digressione

Svegliarsi in Cina

Ogni mattina in Cina, quando sorge il sole un bambino cinese si sveglia, sa che dovrà risolvere un test di intelligenza più velocemente degli altri o passerà la vita nelle risaie.

Venti secondi venti per risolvere questo test di intelligenza. Un parcheggio, 6 posti auto numerati e una macchina che ne occupa uno. Qual è il numero coperto? E’ un test di ingresso per una scuola elementare cinese. Elementare. Cinese.

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Ogni mattina in Italia, verso le 10 un universitario si sveglia, sa che è indietro con Breaking Bad e potrà guardarsene ancora una prima di svegliarsi del tutto.

Cruda verità ma i cinesi conquisteranno il mondo e prima o poi faranno un remake di Breaking Bad. Pare che insigni accademici abbiano ammesso di averci messo un pomeriggio intero prima di rinunciarvi, dimettersi dal loro impiego ed essere andati a dormire in Cina, “L’aria è migliore” – dicono.

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