Basta Diva

Pare che Sasha Gray stia tentando di ripulire la sua immagine pubblica affidandosi a Reputation.com, un servizio online a pagamento che promette di epurare il web da foto, articoli e dichiarazioni scomode. Fino a 5 anni fa ti gasavi su facebook di aver promosso la parità tra i sessi sperimentando l’assorbente alla vodka? Fico, ma oggi a quel colloquio ti senti come un nero che si sente urlare “put down your weapon”: morto. Magari questo servizio può esserti utile, segnatelo. I social e il web in genere possono regalarci fama, appagare il nostro ego e alleviare la solitudine ma richiedono una costosa rinuncia. Sono a favore quanto chiunque altro delle pornostar redente, per cui non so se Sasha riuscirà nel suo intento ma noi tutti le auguriamo buona fortuna e un happy ending.

Sasha-Grey

Non tutti però sono così sinceri, e sensibili e limpidi e santi come la Gray. La distinzione tra foto ritratta e realtà è nota e antica quanto il “Bacio davanti all’hotel De Ville“, il fatto che i due giovani fossero in posa (orbene sì!) ruba ben poco alla bellezza che tutti riconoscono allo scatto. C’è chi però di questa sorta di “suspension of disbelief” ne fa lo standard della propria vita ed alimenta un circolo vizioso di inganno reciproco tra chi pubblica e chi mette mi piace. La finzione regna sovrana specialmente su Istangram e una volta svelato il trucco del re nudo la realtà si presta a spassose parodie: 1 e 2.

Ma c’è di peggio e lo vedremo. Continua a leggere

Annunci

Modernamenti antichi

Facciamo polemica

Essere sempre costantemente al passo con i tempi, si sa, non è facile. Ora più che mai, si sente il peso delle continue scoperte e rivelazioni che giorno dopo giorno ci vengono proiettate volenti o nolenti nel nostro cervello. Parlo di qualsiasi cosa: oggetti, frasi, nuove terminologie e nuovi adattamenti. Ad esempio la moda del “selfie”: chi avrebbe mai detto che sarebbe diventato di uso comune e che mio padre un giorno si ritrovasse ad infilarcela in ogni sua frase. “Ce li facciomo du’ selfie? Co’ aglio olio e peperoncino?” – “No papà, smettila!”.

Perché gli adulti di oggi, vanno corretti. Altrimenti ci si ritrova con un genere umano confuso a varie fasce di età. Non bisogna mai darsi per vinti, è necessario insistere. Continua a leggere

Italiani si nasce. Analfabeti pure.

Analfabetismo funzionale

Musica di sottofondo consigliata nell’accompagnamento della lettura: Piano Sonata No. 14 “Moonlight Sonata” Beethoven.

Qualche giorno fa alcuni amici mi hanno detto che lo stato italiano possiede il primato europeo di analfabetismo funzionale. Pensate, ben il 47%, di un’età compresa tra i 16 e i 65 anni, legge un testo in lingua italiana senza capirne il significato letterale. Cioè legge e non capisce. E qui non si parla di trattati giuridici, la divina commedia o aramaico antico, si parla di testi per lo più banali che non richiedono alta concentrazione per la comprensione del testo.  001979_news_1

È chiaro che la situazione è drammatica e Beethoven qui è determinante. Nelle mie orecchie suona perfettamente in contrasto con la situazione e la rende un poco sarcastica. Anche perché da quando ho sentito questa notizia, non vivo più; ogni volta che vedo una persona al bar, che in tranquillità sorseggia un buon caffè fumante nell’intento di leggersi il giornale, la mia domanda sorge troppo spontanea da frenarne l’impulso di auto pormela: chissà se fa parte di quelli a cui le informazioni arrivano al cervello o è fra quei gladiatori che leggono e si fermano lì, nella loro gloriosa capacità di saper leggere tante parole in una volta sola? (caspita, che eroi!) Continua a leggere

Il comandante Diavolo

Il colonnello a cui lui aveva detto di voler fare, da grande, l’ufficiale, gli aveva risposto, stringendogli la mano: “Ricordati che il vero ufficiale è un attore che sa recitare la sua parte anche nel sonno”. Una raccomandazione che assumeva ora per lui il valore di una sfida.

Esistono persone straordinarie con storie incredibili. Basta pensare ad Adriano Galliani: è un’esistenza che mi ha sempre incuriosito. Alcune di queste persone, però, non sono disgustose. Storie di eroi che sono morti e non sono mai state raccontate, storie che hanno avuto la fortuna di essere raccontate da un’unico sopravvissuto. In alcune circostanze molto particolari capita che una storia venga raccontata da un ex nemico di guerra. Questo è il caso di Amedeo Guillet, un tenente italiano operante in Eritrea durante la II Guerra Mondiale. Adriano Galliani e Amedeo Guillet; le stesse iniziali mi fanno pensare a come due persone alla nascita potenzialmente simili possano rispettivamente rovinare o esaltare la propria esistenza e di chi li circonda.

 images  image

Italiani brava gente italiani dal cuore d’oro” dice sarcasticamente Caparezza, ma questo è un 9788879720267gcaso in cui i luoghi comuni ci azzeccano. Ha vissuto nell’anonimato perché non si celebrano gli eroi degli sconfitti ma soprattutto perché è una persona modesta. La storia raccontata nel libro “La guerra privata del tenente Guillet” è una biografia parziale di questo personaggio relativa agli anni della guerra, senza introspezioni eccessive sul personaggio e lasciando parlare i fatti. Continua a leggere

Attivissimo, Purissimo, Levissimo.

É un cacciatore di bufale ma non è un nativo americano, l’asteroide 357116 ha il suo nome ma c’è chi dice sia il suo luogo natio, smentisce contraddice e schernisce… solo una persona condensa tutte queste caratteristiche: stiamo parlando di Paolo Attivissimo.

photo

Chi è Paolo attivissimo? Attivissimo è un Debunker.  Cos’è il debunker? Detto in parole povere è quello che deve far tornare i conti. Se per un certo periodo in internet gira una stronzata Il signor attivissimo dopo attente analisi e minuziose indagini la etichetta come stronzata , quando invece dei partiti di opinione attaccano versioni ufficiali in campo di scienza o cronaca i signor attivissimo tutela la “teoria ufficiale” (versione maggiormente accreditata da organi di stampa e governo). Un paraculo insomma. Il suo senso critico si modella come uno stampino sulla scia dell’ufficialità, ha un metodo di indagine induttivo che parte sempre dalla convinzione che la teoria ufficiale sia vera, autentica e inconfutabile, le sue indagini non portano dettagli o elaborazioni in più rispetto alla versione che difende ma spesso si limita a linkare o a consigliare libri dove a suo dire l’utente troverà la risposta che cerca. Lasciando perdere le piccole bufalette,  fantasie partorite da birbantelli della rete che hanno mandato in tilt l’utente medio mettendo in circolazioni false credenze come “zingari autorizzati a furti di 200 euro”, che il signor Attivissimo ha confutato con tempismo impeccabile (casalinghe divorziate e benzinai ringraziano), arriviamo a tematiche più scottanti . L’attentato al World Trade Center dell 11 settembre. Continua a leggere

Quello che non vi dicono…

conspiracy

Nuova rubrica e nuova tastiera per LATTE+HD. Dietrologie, complottismi, occultismo e falsi profeti, di questo si occuperà (se ho capito bene) la rubrica “Quello che non vi dicono“, tenuta da un ingegnere.

“Perché una così rovinosa caduta di stile?”, vi chiederete tutti in coro. Perché il poliedrico personaggio che si occuperà di questa rubrica incarna sì alcuni dei difetti tipici dell’ingegnere, quali l’essere facile preda del fascino discreto delle dietrologie, ma, al contempo, riesce a liberarsi dell’ottusità dozzinale propria della sua brutta razza. Un documentato indagatore del sottosuolo che riemerge con uno sguardo inaspettato e dissacrante delle opinioni di regime

Oceans_wallpapers_266

 

.

 

 

Digressione

Svegliarsi in Cina

Ogni mattina in Cina, quando sorge il sole un bambino cinese si sveglia, sa che dovrà risolvere un test di intelligenza più velocemente degli altri o passerà la vita nelle risaie.

Venti secondi venti per risolvere questo test di intelligenza. Un parcheggio, 6 posti auto numerati e una macchina che ne occupa uno. Qual è il numero coperto? E’ un test di ingresso per una scuola elementare cinese. Elementare. Cinese.

cina1-kbEH-U430204252465026wH-593x443@Corriere-Web-Sezioni

Ogni mattina in Italia, verso le 10 un universitario si sveglia, sa che è indietro con Breaking Bad e potrà guardarsene ancora una prima di svegliarsi del tutto.

Cruda verità ma i cinesi conquisteranno il mondo e prima o poi faranno un remake di Breaking Bad. Pare che insigni accademici abbiano ammesso di averci messo un pomeriggio intero prima di rinunciarvi, dimettersi dal loro impiego ed essere andati a dormire in Cina, “L’aria è migliore” – dicono.

Continua a leggere