FFT – The Judge

fast-and-furious-670-poster-620x350

Noi tutti dobbiamo molto a J.W. Cooley and John Tukey. Da oggi gli siamo debitori anche per avermi ispirato questa rubrica: la Fast Film in Theater. Brevi recensioni di film in programmazione al cinema con votazione finale nel rispetto dello spirito della FFT. Pronti via. Continua a leggere

Annunci

Ai caduti romani

Roman_Empire_Trajan_117AD

Sono dunque giunto in quel momento della vita in cui ci si chiede: “com’è caduto l’Impero Romano?”. Ognuno ha la sua risposta, ma quello che è certo è che tendiamo a trascurare la complessità dell’avvenimento e a ricondurre il tutto ad un unico fattore determinato dal proprio senso estetico. Quando studiamo a scuola e vediamo che a una certa (395, dopo la morte di Teodosio) l’impero si divide in Romano d’Occidente e Romano d’Oriente storciamo il naso e per noi, che sappiamo come va a finire, quella è un’avvisaglia di debolezza. Poi c’è il primo Sacco di Roma (410, ad opera di Alarico I re dei Visigoti) e lì diciamo: “ok, è finita, se sono arrivati a Roma…”. Quindi con Attila riceve il colpo di grazia: “pace, è stato bello. Adieu!” e cade definitivamente (476, Odoacre depone Romolo Augusto).

Il-gladiatore-streaming-di-Ridley-Scott-con-Russell-Crowe-Joaquin-Phoenix-Connie-Nielsen-Oliver-Reed-Richard-Harris-78

Ma perché è caduto? Qual è stata la causa debilitante? Cos’è successo da quando l’esercito romano sbaragliava i barbari in scioltezza come nelle scene iniziali del Gladiatore a quando prendeva schiaffi da tutte le parti? Ognuno ha una risposta che alberga nel suo cuore. Chi dice sia stato il cristianesimo che ha ingentilito gli animi guerrieri dei soldati, chi dice la corruzione, guerre civili, regnanti incapaci, mancanza del sistema metrico decimale, burocrazia troppo lenta, barbari, impero scuolaeducazionePersiano. Io, a differenza della marmaglia, mi sono letto un libro (Peter Heather, La caduta dell’Impero Romano) che analizza il fenomeno alla luce di nuovi elementi storiografici – da notare lo spessore che mi fa guadagnare la mia seconda “stellina scuola e educazione”.

cop           2014-07-08 16.57.44

 Ovviamente la risposta non è una sola, è un agglomerato di quelle elencata sopra, tutte tranne il cristianesimo. Heather si spreca abbastanza nel confutare la tesi di Gibbon secondo cui “il Cristianesimo creò la certezza che una migliore vita sarebbe esistita dopo la morte e che questa idea portò i cittadini romani ad una indifferenza circa la vita terrena, che indebolì il loro desiderio di sacrificarsi per l’Impero”.

Però. C’è un “però”. Continua a leggere

The Newsroom, con Olivia Munn

The-Newsroom

Come confezionare un telegiornale che sia serio e professionale ma anche di successo? Da una parte dobbiamo problematizzare e interpretare le notizie nella loro complessità, dall’altra è necessario rivolgersi a un pubblico il più vasto possibile. Perchè? Per essere commercialmente competitivi come prima cosa, e quindi sopravvivere, ma anche per non negare a nessuno la possibilità di avere accesso a una informazione libera.

cn_image.size.newsroom-ss-01

Questo è il progetto della redazione di un telegiornale guidato dall’anchorman Will McAvoy ma, ad un livello precedente, è un progetto simile a quello di Aaron Sorkin, il produttore di The Newsroom. Stiamo infatti parlando di una serie tv che parla e approfondisce notizie politiche e di cronaca contemporanee. Difficile competere con Breaking Bad o Game of Thrones. Cosa mi guardo stasera? Walter White che spacca i culi, Daenerys Targaryen che fa sputare fuoco ai draghi o un approfondimento sulla campagna elettorale repubblicana del 2008?

Continua a leggere

True detective: un gioiellino in 8 episodi

Image

Niente più coppia mista di sesso o razza. Matthew McConaughey e Woody Harrelson sembrano essere usciti da un centro di reclutamento della gioventù hitleriana e non hanno nessuna intenzione di ingraziarsi il pubblico. Otto episodi per raccontare un’indagine durata anni, tra vizi, traumi, persone che non cambiano e sette sataniche. Il pregio di questa serie consiste nel sapersi prendere il giusto tempo per raccontare una storia avvincente di per sé, impreziosita inoltre da dialoghi ed elucubrazioni al limite del filosofico. Molto apprezzabili.

Matthew McConaughey ha vinto l’oscar quest’anno e ora lo conosciamo tutti. Woody Harrelson me lo ricordo con gli occhiali tondi in Assassini nati o in Benvenuti a Zombieland. Nel cast c’è anche Michelle Monaghan, quella che fa la “gazzella” in Kiss Kiss Bang Bang, invecchiata ma sempre in forma.

Image

Il dialogo:

Marty – E’ difficile… trovare qualcosa in un uomo che rifiuta le persone come fai tu, lo sai?

Rust – Non ti ho mai detto come vivere la tua vita, Marty.

Marty – No, no, no, tu esprimi giudizi e basta.

Rust – Senti, come carne senziente, non importa quanto siano illusorie le nostre identita’, noi le formiamo esprimendo giudizi sensati. Tutti giudicano, in continuazione. Se hai un problema con questa cosa, stai vivendo nel modo sbagliato.

Manifesto programmatico

Image

Non siamo 3 blogger professionisti e non abbiamo intenzione di esserlo, ma abbiamo aperto questo blog con il preciso intento di ottenere fama, gloria, soldi e donne. Abbiamo quindi pensato che il blog fosse quell’idea originale che massimizzasse le nostre possibilità di successo. Pertanto ci dedicheremo principalmente a quei temi fin troppo trascurati dalla blogsfera quali film, serie tv, fumetti e aggeggi tecnologici. Ci riserveremo però la possibilità di effettuare alcune incursioni in ambiti un po’ più mainstream come ad esempio la discussione di soluzioni di equazioni differenziali alle derivate parziali e filologia classica.