Boyhood, as time goes by..

Chi non ha mai pensato:
“Ormai nei film è un succedersi di cose già viste e di idee già realizzate in altri film.” Non c’è nulla di più sbagliato!
Boyhood ha dentro di se un’ idea geniale.
Il film parla della vita di Mason Evans, dai 5 fino ai 18 anni.
In quanti film simili abbiamo visto comparse con dei bambini per le scene dell’infanzia, e utilizzo di protesi per rendere l’attore piu’ vecchio per le scene in età avanzata?
Questo film sorvola queste regole!
Boyhood è stato girato in 12 anni.
Mi immagino una delle riprese:
“Ciao ragazzi, in questi giorni dobbiamo girare queste riprese”

“Ok, questo materiale filmato è buono! Arrivederci al prossimo anno”

L’idea di base dà ampio respiro e da un’apertura esponenziale a nuovi tipi di storie fatte in questo modo.
Linklater, il regista, ha utilizzato in precedenza l’idea del tempo che passa nei suoi film.
Possiamo vederlo nella trilogia “Before“, che mostra i diversi modi di pensare di due persone di 20, 30 e 40 anni.
L’attore principale di Before recita in Boyhood come il padre del protagonista; essendo i genitori di Mason jr separati, nelle occasioni che padre e figlio si incontrano, Mason senior spiega al ragazzo come non cadere negli errori nei quali il padre era incorso (e che lo avevano portato al divorzio). La recitazione di Ethan Hawke in queste scene è fantastica!
E’ un film che può ricordare “La meglio gioventù” in quanto vedendolo in diverse fasi della propria vita si può venir contro a temi applicabili a sè stessi.
Durante le varie tappe della vita di Mason, nonostante sia ambientato in America, ciascuno troverà qualcosa di familiare nell’affettuosità/distacco dei genitori, nei giocattoli e nei soprammobilidi di casa, negli apparecchi tecnologici in evoluzione.

Questo è solo 1/1000000 di quello che si può dire su questo film.

Capolavoro! Da vedere